Giugno 24, 2026

Dai rifugi climatici dal basso alla rete nazionale: un giugno intenso per Cleanap

Un giugno davvero caldo per noi, purtroppo in tutti i sensi. Ma tra ondate di calore e temperature record, vogliamo raccontarvi due appuntamenti importanti a cui abbiamo partecipato nelle ultime settimane sul tema dei rifugi climatici.

Con la nostra mappatura dei rifugi climatici a Napoli, abbiamo cercato di portare all’attenzione pubblica un tema sempre più urgente: la necessità di individuare e valorizzare luoghi accessibili, gratuiti e accoglienti dove trovare sollievo durante i periodi di caldo estremo. Un lavoro nato dal basso, grazie al contributo di cittadine e cittadini, che oggi sta entrando in dialogo con reti e progettualità di livello nazionale.

A Roma con ENEA per il New European Bauhaus Festival

Lo scorso 12 giugno abbiamo partecipato a Roma al workshop “Rifugi climatici in chiave NEB”, organizzato da ENEA e selezionato come evento satellite del New European Bauhaus Festival.

L’incontro è stato uno spazio di confronto dedicato a ripensare l’ambiente urbano alla luce della crisi climatica, mettendo al centro la qualità degli spazi pubblici, il patrimonio culturale e il benessere delle persone. Tra i temi affrontati, l’isola di calore urbana e il ruolo dei rifugi climatici come infrastrutture di prossimità capaci di favorire inclusione sociale, vita all’aperto, valorizzazione dei quartieri e riduzione dei consumi energetici.

Abbiamo conosciuto ENEA dopo la pubblicazione della nostra mappatura dei rifugi climatici e, da settembre scorso, è iniziato un dialogo costante che continua ancora oggi. ENEA è inoltre partner del progetto Girls4Climate, attraverso il quale stiamo lavorando all’aggiornamento della nostra mappa integrando dati microclimatici.

Siamo felici di contribuire a questo percorso perché crediamo che una cittadinanza consapevole possa svolgere un ruolo attivo nelle politiche urbane e ambientali, partecipando all’analisi dei bisogni e ai processi di rigenerazione della città. Durante il workshop si è discusso anche del contributo che la Citizen Science può offrire alla ricerca e alla progettazione urbana, valorizzando il senso di appartenenza ai luoghi e la partecipazione delle comunità.

Tra le prospettive emerse, anche quella di costruire una vera e propria Community of Practice composta da giovani, studenti, volontari, professionisti del Terzo Settore e cittadini interessati, per raccogliere e analizzare dati multidisciplinari sul microclima urbano e contribuire alla co-progettazione dei rifugi climatici.

Un confronto nazionale con il progetto WEC

Il 22 giugno abbiamo poi partecipato all’incontro online promosso dal progetto WEC – Welfare Energetico Climatico, dedicato proprio al tema dei rifugi climatici e alle esperienze che stanno prendendo forma nei diversi territori italiani.

All’incontro sono intervenuti, tra gli altri, Edoardo Zanchini, Giulia Benati dell’Ufficio Clima di Roma Capitale, rappresentanti delle esperienze di Barcellona e Parigi, Giovanni Graziani di Ecolò Firenze, Adesso Trieste, Rossella Muroni e la nostra Emiliana Mellone per Cleanap.

Il confronto è partito da una consapevolezza condivisa: mappare e costruire una rete di rifugi climatici rappresenta una delle azioni più immediate ed efficaci per affrontare le conseguenze sociali e territoriali della crisi climatica. Allo stesso tempo, esiste il rischio che queste reti rimangano sulla carta o che vengano realizzate senza un reale coinvolgimento delle comunità.

Per questo il progetto WEC ha promosso un momento di confronto tra amministrazioni, esperti e realtà territoriali che stanno lavorando sul tema sia dal basso che dall’alto, per comprendere quali modelli siano più efficaci, quali condizioni siano necessarie per rendere i rifugi climatici realmente accessibili e quale ruolo possano avere istituzioni e organizzazioni sociali nella loro realizzazione.

Dalla mappa alla rete

Per noi questi due appuntamenti rappresentano qualcosa di più di una semplice partecipazione a eventi.

La mappatura dei rifugi climatici di Napoli è nata come un’iniziativa civica, costruita sul territorio e per il territorio. Oggi quel lavoro viene riconosciuto come una buona pratica e diventa parte di un confronto più ampio che coinvolge istituzioni, enti di ricerca e organizzazioni di tutta Italia.

È un passaggio importante: continuiamo a credere nel valore della partecipazione dal basso, ma siamo altrettanto convinti che per affrontare una sfida complessa come l’adattamento climatico sia necessario costruire alleanze, condividere esperienze e mettere in rete competenze diverse.

Dalla mappa alla rete, dunque. Con l’obiettivo di rendere le nostre città sempre più consapevoli dell’urgenza per affrontare il caldo estremo e più attente al benessere delle persone che le abitano.

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